Giulia Galliani MAG Collective, Song For Joni


lo scorso 8 maggio è uscito – distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on-line da Believe Digital – “Song For Joni” del Giulia Galliani MAG Collective

Il disco, prodotto dall’etichetta pugliese Dodicilune, è sorto dall’ispirazione della trentenne cantante toscana Giulia Galliani, la quale ha tentato attraverso esso di ripercorre e sviluppare la vicinanza alla cantautrice canadese Joni Mitchell, in particolare per quanto riguarda la musica jazz. La sua rilettura, infatti, enfatizza il significato intrinseco dei testi, attraverso la libertà propria del linguaggio jazzistico. 
Ispirata da sempre da un romanticismo sofferto e per quanto lucido, Joni Mitchell costituisce la quintessenza della scuola cantautorale al femminile; le sue testimonianze sul dolore e sulla vana ricerca della felicità sono state noblitate meravigliosamente nei suoi testi, i quali sprigionano un’armonia e una bellezza di stampo confessionale. In questi termini, magistrale l’interpretazione della Galliani, che riesce a rendere onore ad un’icona storica della musica jazz e folk su scala mondiale.

Song for Joni” contiene nove brani della Mitchell (“Blue”,”Woodstock”, “The Jungle Line”, “Song to a Seagull”, “A Case of You”, “Black Crow”, “Shadows and Light”, “My Old Man”, “All I Want” e “Goodbye Pork Pie Hat” di Charles Mingus, riletti ed eseguiti da Giovanna Galliani (voce), Matteo Addabbo (pianoforte, organo Hammond), Andrea Mucciarelli (chitarra), Giovanni Benvenuti (sax), Marco Benedetti (basso e contrabbasso) e Andrea Beninati (batteria, percussioni, violoncello). Ospiti in alcuni brani le voci di Camilla Battaglia, Sara Battaglini, Luca Latini e Olivia Rovai e le corde di Katia Moling, Rachele Odescalchi e Samuele Sapienza con l’arrangiamento di Giovanni Mancini.

GIULIA GALLIANI

«Il progetto nasce in occasione della mia Laurea in Canto Jazz al Conservatorio P. Mascagni di Livorno sotto la supervisione del maestro

Mauro Grossi. Avevo sempre desiderato analizzare i primi anni di carriera di Joni Mitchell per trovare nei suoi brani quel filo conduttore che l’aveva portata a collaborare con Pastorius e Mingus e ad avvicinarsi al mondo jazzistico»,

sottolinea Giulia Galliani. «Ho scelto alcuni brani che per melodia, armonia o anche retorica lirica e musicale 

rappresentassero qualcosa di più rispetto a canzoni folk. Cercando di esaltare queste caratteristiche “nascoste” ho tramutato la lettura analitica in una rilettura musicale, con un’impronta personale che enfatizza il significato intrinseco dei testi, attraverso la libertà propria del linguaggio jazzistico. Dopo la Laurea ho deciso di completare il progetto e registrare un disco formando il MAG Collective, perché la musica e gli arrangiamenti che erano nati in gruppo mi avevano sorpresa, meravigliata e convinta nonostante Joni Mitchell rimanga una cantante complessa sia vocalmente che per contenuti».

Link Spotifyhttps://open.spotify.com/album/1or9ChqfK8KBGuSRDFbTTd


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